MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi " - FOTO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA'
MAFIA & COMPLICI " Cosca dei Pidocchi "

FOTO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA'

 

 

 

 

 

 

S'insedia il nuovo questore di Agrigento: nota dell'UILPS

19/08/2007 11:16 - Cronaca - Agrigento
 
Sull'insediamento del nuovo questore di Agrigento interviene, con una nota stampa del segretario nazionale Antonino Alletto, il sindacato UILPS.
"Per noi della Uilps non è un mistero, i problemi di ordine e sicurezza pubblica nel nostro comprensorio, così come in diverse realtà Italiane, ci sono e devono essere affrontati e risolti con maggiore determinazione. Criminalità organizzata ed Immigrazione, sono le due tematiche che stanno affliggendo la nostra provincia con notevoli ripercussioni per la società civile. Riteniamo fondamentale altresì che non sia più possibile trascurare la criminalità spicciola, divenuta sempre più invadente , vivaio, all’occorrenza, della criminalità organizzata. Scippi, rapine e furti in appartamento sono notevolmente aumentati, con standard a cui il nostro comprensorio non è certamente abituato. Siamo ancora in tempo ad arginare questi fenomeni deleteri che danno una percezione sbagliata della sicurezza. Confidiamo molto - continua la nota stampa del sindacato -  nell’esperienza del nuovo Questore di Agrigento, il Dr. Girolamo DI FAZIO. Nell’augurargli un ben arrivato, non possiamo esimerci dal ribadire la necessità di un potenziamento dei settori investigativi e delle volanti dei Commissariati distaccati. L’organico dei cinque importanti presidi di Polizia sono il frutto di un decreto oramai vetusto che non può essere rispettato. Se sarà il caso - conclude la nota dell'UILPS- faremo sentire alta la voce dei tutori dell’ordine della nostra provincia, in qualità di sindacato maggioritario ne abbiamo l’obbligo e il dovere. I cittadini Agrigentini devono potere confidare sempre e comunque sulla nostra fattiva presenza sul territorio sostenuta da una professionalità elevatissima degli operatori di Polizia".

12:40 AM - Monday 20 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

Mafia: Cuffaro "Russo e' esempio per nuove generazioni

Agrigentoweb NEWS

19 / 08 / 2007 - 21.24.22

 

POLITICA
Mafia: Cuffaro "Russo e' esempio per nuove generazioni

 

 

"Fu uno dei primi uomini dello Stato a comprendere che qualcosa stava cambiando nella mafia siciliana e a cominciare le indagini sulla scalata al potere dei Corleonesi. Pago' con la vita il suo senso della giustizia e del dovere e per questo va ricordato ed indicato come esempio alle nuove generazioni". Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, alla vigilia del ventinovesimo anniversario dell'omicidio del colonnello Giuseppe Russo, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo, assassinato il 20 agosto del 1978 a Ficuzza. "Oggi pero' - ricorda Cuffaro - non e' solo la vigilia di quel drammatico giorno, ma anche il 58^ anniversario della strage di Passo di Rigano nella quale, per mano della banda del bandito Giuliano, persero la vita ben sette carabinieri e due militari". "Anche a queste vittime - continua il presidente - va rivolto il nostro commosso pensiero. Nonostante fosse diverso il contesto socio politico, anche loro persero la vita perche' impegnati nel ripristino della legalita', elemento indispensabile per la crescita di qualsiasi comunita'. Ieri, come oggi, sicurezza e sviluppo formano un binomio inscindibile ed e' anche grazie ai fulgidi esempi, forniti dai tanti eroi caduti per la nostra terra, che oggi possiamo parlare di un percorso gia' avviato per l'affermazione di una cultura della legalita'"

12:38 AM - Monday 20 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

OPERAZIONE "DOMINO 2" SCARCERATI IGNAZIO SBALANCA E EDOARDO CINO

Agrigentoweb NEWS

18 / 08 / 2007 - 20.57.02

 

CRONACA
OPERAZIONE "DOMINO 2" SCARCERATI IGNAZIO SBALANCA E EDOARDO CINO

 

 

 Nell’ ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta ‘’Domino 2’’, dopo Ignazio Licata di Grotte oggi il Tribunale del Riesame di Palermo ha scarcerato i racalmutesi, Ignazio Sbalanca, 29 anni, ed Eduardo Cino, 30 anni, accusati di essere ‘’avvicinati’’ alla famiglia di Cosa nostra di Racalmuto e Grotte. Accolte le istanze dei difensori, gli avvocati Salvatore Re del foro di Agrigento e Santoro del foro di Palermo.

(Nicolo' Giangreco)

12:36 AM - Monday 20 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

 

 

 

Operazione Domino 2: scarcerato Ignazio Licata

 

Agrigentoweb NEWS

16 / 08 / 2007 - 16.51.28

 

CRONACA
Operazione Domino 2: scarcerato Ignazio Licata

 

 

 E’ stato rimesso in libertà Ignazio Licata, 34 anni di Grotte arrestato il 28 luglio scorso nell’ ambito dell’operazione antimafia denominata “Domino 2” scattata dopo le dichiarazioni dei pentiti Maurizio e Beniamino di Gati e Ignazio Gagliardo. La decisione di rimettere in libertà Ignazio Licata è stata adottata dai giudici del Tribunale della Libertà di Palermo dopo che il suo legale di fiducia l’avvocato Giovanni Salvaggio di Canicattì aveva presentato istanza di scarcerazione. L’indagato era accusato di associazione mafiosa. In particolare i pentiti lo avevano indicato come avvicinato a Cosa Nostra. Per i giudici del Tribunale della Libertà di Palermo non vi sono stati riscontri sufficienti alle dichiarazioni dei due pentiti e quindi Ignazio Licata non andava arrestato perché non vi erano gravi indizi di colpevolezza. Ignazio Licata, ha così lasciato il carcere dove si trovava rinchiuso.

 

(Nicolo' Giangreco)

11:39 AM - Saturday 18 August 2007 - commenti {1} - Invia un commento

POVERA ITALIA

POVERA  ITALIA

 

 

Ormai ciò che accade nella nostra bella Italia non mi fa meravigliare più di tanto.
Non so quanto possa essere consolante …….. alcuni esempi di "civiltà" che contraddistinguono la nostra Nazione.

L'Italia è il paese che vanta un nutrito numero di presenze di froci all'interno del Governo. E' l'Italia dei travestiti che siedono negli scranni di Montecitorio; è l'Italia dei Caruso, "bravissimo" no global che contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei; è l'Italia della Sgrena, che apostrofò il povero Quattrocchi dopo la sua morte come un mercenario (dimenticandosi che lei, per simile vicenda, ha avuto maggiore fortuna ma che è stata la causa della morte di un emerito funzionario di Polizia impallinato per proteggerla); è l'Italia della droga (a quanto pare anche in Parlamento); é l'Italia dei DICO; è l'Italia che consente agli ubriaconi e ai tossicodipendenti di mettersi al volante di una automobile e uccidere poveri pedoni (l'ultima ieri, una bimba di tre mesi; tanto sanno che in carcere non ci andranno mai...o se ci vanno il giorno dopo escono pronti per uccidere ancora).

E' l'Italia che dedica un'aula del Senato ad un no global (Carlo Giuliani), il quale, poveretto, non è riuscito nell'impresa di massacrare a colpi di estintore un carabiniere durante i fatti del G8 di Genova. E per "premiarlo" gli si dedica un'aula del Senato....povera Italia.

 

 

 

10:44 PM - Friday 17 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

TRATTATIVA CON LA MAFIA

 

martedì 14 agosto 2007

 

Trattativa con la mafia

Lo Stato non può intavolare una "trattativa" con i boss: il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, è tornato a escludere la possibilità di riconoscere con benefici concreti la "resa" condizionata prospettata da alcuni capi di Cosa nostra. In un confronto organizzato da alcune associazioni giovanili a Termini Imerese con l'on. Giuseppe Lumia, vice presidente della commissione parlamentare antimafia, e il giornalista della Stampa Francesco La Licata, Grasso ha richiamato la posizione del boss Pietro Aglieri, che ha avanzato l'idea di una dissociazione "morbida": il semplice riconoscimento, cioé, della sconfitta da parte della mafia e l'impegno per una deposizione delle armi, ma non l'obbligo di accusare qualcuno o di confessare i propri crimini. In cambio, lo Stato dovrebbe abolire l'ergastolo e il regime del carcere duro (41 bis).Sulla proposta di Aglieri, uomini dei servizi di sicurezza e di apparati investigativi avrebbero avviato una "trattativa" sulla quale la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta. Grasso ritiene che le condizioni della "resa" non siano accettabili. "L'unica strada - ha detto - è quella che già aveva indicato Falcone, e cioé quella di una collaborazione piena. Così come è stata prospettata, l'idea contiene la stessa logica dell'industria del pizzo, per cui è lo stesso autore del danno a darti la garanzia della protezione". "L'obiettivo di queste iniziative - ha concluso il procuratore antimafia - è quello di attenuare il regime carcerario e di ricostruire in tal modo il sistema di relazioni tra i boss detenuti e quelli in libertà. E' proprio quello che va assolutamente scongiurato".

10:34 PM - Friday 17 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

 

 

Operazione Domino 2 – Aragona, delitto Alongi , viene scarcerato Aquilina

14    08    2007

categoria:  CRONACA
Operazione Domino 2 – Aragona, delitto Alongi , viene scarcerato Aquilina



Fissati altri quattro riesami. Il tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione del grottese di 59 anni, Giovanni Aquilina per mancanza d’indizi di colpevolezza riguardo all’omicidio di Giuseppe Aloni avvenuto ad Aragona il 5 dicembre 1999. Secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Maurizio e Beniamino Di Gati, Giovanni Aquilina sarebbe stato coinvolto nel delitto Aloni in concorso con il ventinovenne Stefano Fragapane e con Roberto Di Gati, deceduto. La difesa, rappresentata dall’avvocato Lidia Fiamma, ha puntato sul fatto che le accuse mosse dai pentiti nei confronti di Aquilina scaturissero da informazioni ottenute “ de relato” dal defunto Roberto Di Gati, Maurizio e Beniamino raccontano che l’omicidio sarebbe stato ordinato da Fragapane perché Alongi avrebbe cercato di “allargare” la propria egemonia territoriale . Sempre secondo i collaboratori di giustizia lo stesso Maurizio Di Gati diede l’assenso a Fragapane per commettere l’ omicidio. Poi delego’ Roberto per l’esecuzione. Infine, si parla di Aquilina che avrebbe “aiutato” Roberto ma, a detta della difesa , senza fornire particolari poiché la fonte originaria delle informazioni è un morto. Per Aquilina, comunque, si tratta di una scarcerazione puramente simbolica in quanto rimane detenuto al carcere di Benevento per altri fatti di mafia. Il grottese è coinvolto nella recente operazione “Domino 2”. In riferimento a quest’ultima inchiesta, intanto sono state fissate le udienze del riesame per quattro indagati. Il 17 agosto saranno esaminate le posizioni dello stesso Aquilina, del racalmutese Giuseppe Manta di 37 anni, del grottese Giuseppe Carlino di 37 anni e dell’imprenditore Diego Agro’ di 61 anni, tutti difesi dall’avvocato Fiamma.

 

 (Nicolo’ Giangreco)

10:27 PM - Friday 17 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

Mafia, maxi blitz a Palermo

 

POLITICA
Mafia, Cuffaro: ''Per vincerla colpire interessi economici dei boss''


 

Blitz della Polizia è la conferma di un lavoro investigativo lungo e costante, finalizzato a rendere la Sicilia sempre più libera dalle ramificazioni mafiose''

 

 

"Il risultato ottenuto dalla operazione della Squadra mobile di Palermo conferma la pericolosita' della mafia per la capacita' di estendere i suoi tentacoli all'interno delle amministrazioni e di riannodare legami economici e finanziari con le famiglie d'oltreoceano. Colpire i referenti mafiosi e i loro interessi rappresenta il modo migliore per contrastare la criminalita' in Sicilia". Con queste parole il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, esprime il suo plauso ai magistrati e al questore di Palermo che hanno condotto l'operazione contro il mandamento mafioso di Passo di Rigano e la famiglia di Torretta. "Il blitz della polizia - aggiunge il governatore - e' la conferma di un lavoro investigativo lungo e costante, finalizzato a rendere la Sicilia sempre piu' libera dalle ramificazioni mafiose".

 

 

Agrigentoweb NEWS

09 / 08 / 2007 - 14.46.45

 

CRONACA
Mafia, maxi blitz a Palermo

14 le persone arrestate. Sfugge il boss Lo Piccolo

 

 La polizia di Stato sta eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di appartenenti al mandamento mafioso palermitano di "Boccadifalco-Passo di Rigano". L'operazione è coordinata dal pm della dda di Palermo Maurizio De Lucia. Il blitz, che ha visto impegnati oltre 100 agenti della Squadra Mobile, nasce da un'indagine che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali e che ha portato alla ricostruzione dell'organigramma del 'mandamento'. Tra gli arrestati ci sono boss, imprenditori ed esattori del pizzo.

In manette sono finite quattordici persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, illecita intestazione di beni e concorso in associazione mafiosa. Tra gli arrestati Francesco Sirchia, gestore del racket delle estorsioni nel mandamento palermitano di Passo di Rigano-Bocca di Falco, che teneva i contatti tra la cosca e le altre famiglie della zona; Pietro e Matteo La Barbera, che avrebbero riciclato in attività lecite i soldi sporchi della mafia; Calogero Caruso, ritenuto il capo della "famiglia" di Torretta. Secondo gli investigatori, Caruso avrebbe anche mantenuto i rapporti tra i capimafia e il boss palermitano latitante Salvatore Lo Piccolo. In cella sono finiti anche gli imprenditori Francesco Spinelli, che era già agli arresti domiciliari, e Rosario Mignano.

Tra gli arrestati ci sono anche due ex funzionari del comune di Torretta, in provincia di Palermo. Si tratta di Benedetto Dragotto, ex capo dell'ufficio tecnico, e Rosario Bordonaro. Secondo gli inquirenti avrebbero consentito il controllo della gestione di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici da parte dell'associazione mafiosa, in particolare della famiglia di Torretta. Rosario Bordonaro è anche sindaco a Baucina, comune di poco più di 2mila abitanti, a circa 37 Km da Palermo. Fu eletto a capo dell'amministrazione nel maggio del 2003. Unico candidato, con una lista civica, ottenne 970 voti, quasi un plebiscito. Dagli inquirenti Bordonaro è ritenuto il referente della famiglia mafiosa di Torretta, comune di circa 3mila abitanti, a 15 Km da Baucina.

Dragotto, che lo scorso mese era stato condannato per abuso di ufficio, secondo i magistrati "si è reso per un lungo periodo di tempo disponibile alle richieste dell'associazione mafiosa insediata sul territorio dei comuni di Torretta e Carini, e, anche dietro pagamento di tangenti, nell'ultimo periodo più frequentemente richieste, alle iniziative economiche delle cosche". Bordonaro, sempre secondo gli investigatori, sarebbe stato il referente della famiglia di Torretta all'interno dell'amministrazione comunale.

Dall'inchiesta sono emersi stretti rapporti tra le famiglie palermitane, in particolare quella di Torretta, e la mafia americana. In particolare, secondo gli investigatori, a tenere i contatti con le cosche d'Oltreoceano e a curare i traffici di denaro e droga tra i "padrini" dei due paesi sarebbe stato un uomo che nelle conversazioni intercettate dagli investigatori veniva chiamato "u Frankie" identificato poi in Frankie Calì, uomo d'onore del clan mafioso dei Gambino e parente dei boss Inzerillo, fuggiti negli Usa dopo la guerra di mafia degli anni Ottanta. In indagini recenti gli inquirenti avevano accertato che il rientro in Sicilia degli Inzerillo, costretti da anni all'emigrazione forzata, sarebbe stato auspicato proprio dal capomafia latitante Salvatore Lo Piccolo, che con la famiglia di Torretta ha stretto una forte alleanza.

E dall'inchiesta emergono anche alcuni aneddoti. Trovò le microspie piazzate dalla polizia nella sua abitazione e lo denunciò ai carabinieri. Normale, se non fosse che a fare la scoperta e a rivolgersi all'Arma fu un boss: Vincenzo Brusca, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa di Torretta. L'episodio è agli atti dell'inchiesta.

Secondo la ricostruzione degli investigatori nell'abitazione del boss un lampadario fece corto circuito e l'elettricista, chiamato per la riparazione, trovò quello che nelle conversazioni intercettate viene definito "l'imbroglio con l'antennina".

Brusca si rivolse al suo avvocato, che gli consigliò di presentare denuncia ai carabinieri. Ma il boss non si limitò a questo: consegnò al maresciallo anche un sacchetto di plastica con dentro l'apparato per l'intercettazione. Poi sparì: secondo gli inquirenti si recò negli Stati Uniti, dove avrebbe goduto di appoggi. Brusca venne arrestato pochi mesi dopo.

Queste le persone arrestate: Salvatore Ferranti, 36 anni; Francesco Sirchia, 69 anni, Stefano Mannino, 58 anni Pietro La Barbera, 32 anni; Matteo La Barbera, 34 anni; Calogero Caruso, 60 anni; Rosario Mignano, 43 anni; Antonino Di Maggio, 36 anni; Benedetto Gravotta, 58 anni; Rosario Bordonaro, 55 anni; Andrea Licata, 47 anni; Gaspare Caravello, 41 anni; Calogero Mannino, 54 anni; e Francesco Spinelli, 49 anni.

09:55 PM - Thursday 9 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

Cuffaro ricorda Costa ,Cassarà e Antiochia

 
 

Cuffaro ricorda Costa , Cassarà e Antiochia

06/08/2007 20:34 - Politica - Sicilia

 

''La mafia si sconfigge perpetuando anche il ricordo di chi si e' sacrificato per combatterla. Non dimenticare significa infatti trasmettere valori come la legalita' e la giustizia, il coraggio e la coscienza civile, la determinazione e il rigore delle Istituzioni che rappresentano la preziosa eredita' che ci hanno lasciato il giudice Costa, il commissario Cassara' e l'agente Antiochia.

Uomini come loro, vittime della barbarie mafiosa, resteranno per sempre impressi nella nostra memoria e in quella di tutti i siciliani onesti''. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, ricordando il giudice Gaetano Costa, il commissario Ninni Cassara' e l'agente di polizia Roberto Antiochia, uccisi dalla mafia il sei agosto del 1980 e del 1985.

 

09:53 PM - Thursday 9 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

 

Fontana saluta il Questore Zito

 

 

 

 

 

 

06/08/2007 13:19 - Cronaca - Agrigento

 

Visita di congedo alla Provincia del Questore di Agrigento Nicola Zito trasferito a dirigere la questura di Livorno dal prossimo 20 Agosto. A riceverlo il Presidente della Provincia Vincenzo Fontana e l’Assessore alla Cultura Santino Lo Presti che gli hanno espresso il loro ringraziamento per il lavoro svolto ad Agrigento, per la tenace lotta realizzata in questi anni per contrastare la criminalità organizzata e per l’importante azione di coordinamento di tutte le forze di polizia della provincia che lo ha portato a raggiungere ambiziosi traguardi per garantire il rispetto della legalità.
Il Presidente Fontana ha donato al questore Zito una stampa della Piscina di Akragas tratta dall’opera “Voyage pittoresque ou Description des royaumes de Naples et de Sicile” dell’abate di Saint-Non.
Nel ringraziarlo per l’attività svolta in questi anni il Presidente Fontana ha  rivolto al Questore Zito un augurio per il conseguimento di ulteriori e più importanti obiettivi professionali sicuro che la grande professionalità dimostrata e le sue doti umane lo aiuteranno a raggiungere incarichi più prestigiosi.

09:47 PM - Thursday 9 August 2007 - commenti {0} - Invia un commento

FOTO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA'

 

ELENCO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA' FACENTI PARTE
DEL "PROGRAMMA SPECIALE DI RICERCA" SELEZIONATI DAL
GRUPPO INTEGRATO INTERFORZE (G.I.I.R.L.)
L'iniziativa è volta a stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca di pericolosi malviventi.

 

 liliumjoker

 

Badalamenti Vito
BADALAMENTI VITO

Latitante Adamo Andrea
ADAMO ANDREA 

CONDELLO DOMENICO


CONDELLO PASQUALE


CONTINI EDOARDO

Latitante Coluccio Giuseppe 
COLUCCIO GIUSEPPE

 
CRIACO PIETRO

CUBEDDU ATTILIO

DE STEFANO GIUSEPPE
Latitante Bosti Patrizio
BOSTI PATRIZIO
 
EMMANUELLO DANIELE
 
FALSONE GIUSEPPE


IOVINE ANTONIO


LICCIARDI VINCENZO
 
LO PICCOLO SANDRO

LO PICCOLO SALVATORE

MESSINA DENARO MATTEO
 
MESSINA GERLANDINO

MICELI SALVATORE
 
MOTISI GIOVANNI

PELLE SEBASTIANO
Latitante Nicchi Giovanni
NICCHI GIOVANNI
 
RACCUGLIA DOMENICO

RUSSO PASQUALE


RUSSO SALVATORE


SCOTTI PASQUALE
 
TEGANO GIOVANNI

VARANO MICHELE ANTONIO


ZAGARIA MICHELE


PELLE ANTONIO

11:18 AM - Jul. 26, 2008 - Invia un commento

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Descrizione
Questa “sporcizia” a sempre usufruito dell’appoggio delle amministrazione , a preparato a tavolino l’assassinio dei miei fratelli e quello mio , ma grazie a “DIO” e i miei cani che sono stati i miei “Angeli Custodi “ sono in vita ….. gestivano appalti , droga ,omicidi , estorsioni , intimidazioni , furti e tanto altro che verrà prossimamente alla luce….ma ne manca ancora “sporcizia” all’appello , aspettiamo ulteriori sviluppi…..tutti vedevano , tutti sapevano , tutti sanno .

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